Quando il plum cake doesn’t “croll”! Ecco la ricetta!


La fata cucina is back.

In questi due mesi di assenza, complice il Natale e le pause studio, mi sono sbizzarrita in cucina soprattutto per “provare”  nuove ricette. I risultati sono stati in alcuni casi catastrofici (vedi Baci di dama!), in altri assolutamente positivi (vedi cantucci che posterò presto). In ogni caso.. ci ho provato!

Domenica sera al ritorno da Milano, complice un frigo pieno di uova mi è venuta voglia di fare qualcosa. Ero partita con le meringhe, sono arrivata con il plum cake, che stavolta però, udite udite.. NON é CROLLATO!

La ricetta per le meringhe non era infatti riuscita dall’inizio. Per questo ho virato immediatamente verso qualcosa soprattutto FACILE. Perchè si sa, anche le FATE hanno i loro momenti NO!

Questa ricetta utilizzabile anche per il ciambellone garantisce un risultato eccezionale.

INGREDIENTI:

180 gr di zucchero,
180 gr di farina 00,
2 vasetti di yogurt bianco,
2 uova,
1 bustina di lievito per dolci,
50 gr di burro,
1 pizzico di sale

PROCEDIMENTO:

Montare le uova con lo zucchero, aggiungere la farina a pioggia, precedentemente mischiata con il lievito e un pizzico di sale, aggiungere i due vasetti di yogurt (quello bianco per la versione base, fruttato o alla vaniglia per le varianti!).

Mischiare tutto per almeno 7 minuti a velocità massima. Imburrare BENE la teglia rettangolare (per plum cake!), versare il composto e infornare a 180 gradi (con forno ventilato) per almeno 40 minuti.

ATTENZIONE: NON APRIRE IL FORNO NEI PRIMI 20 MINUTI DI COTTURA, ALTRIMENTI CROLLA!

Per verificare la cottura usare uno stuzzicadenti.

Quando raffreddato, mettetelo sul piatto di portata e servire.

Il Plum cake è ottimo per il tè delle cinque con Queen Elizabeth, o per la colazione (da Tiffany?).

é facile, economico, buono e soprattutto VERSATILE. Come la FATA!!!

Published in: on 3 febbraio 2010 at 1:34 pm  Lascia un commento  
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Sfiziosa e quick quick…

Il segreto della fata è questo: stupire senza faticare.

Per questo, penso che la cosa più importante in una pietanza che si presenta a tavola, soprattutto quando si è in tanti, non è tanto nella laboriosità del piatto, quanto nella golosità, nella bellezza e nella bontà he ispira.

Per questo a volte ci si può anche servire di qualcosa di già pronto, variando gli ingredienti per preparare qualcosa di piacevole, utile e buono. Un esempio? la pasta sfoglia.

Costa dai 2 ai 3 euro e varia soprattutto nella qualità. La pasta sfoglia “senza marca”, è comunque pasta sfoglia, ma a volte può risultare più grassa e soprattutto meno friabile.

Non c’è grande differenza invece tra pasta sfoglia e pasta brisèe. Personalmente le uso entrambe, preferendo la brisèe per ripieni più delicati.

Come si prepara?

  • Adagiarla su una teglia, a seconda se è rettangolare o tonda. Io la metto sempre in una teglia più piccola della grandezza della pasta per decorare i contorni.
  • Bucare il fondo con una forchetta
  • Riempirla con ciò che si desidera.  (Se necessario si può amalgamare gli ingredienti con un uovo e del parmigiano)
  • Alla fine si può coprire con strisce di pasta sfoglia, con un altro disco di pasta (ma risulta un po’ pesante. E’ l’ideale se per una festa per esempio poi la si vuole tagliare a dadini), si pò decorare il contorno, si può chiudere come un calzone, si può arrotolare tipo strudel. A fantasia insomma….
  • Mettetela nel forno a 180 gradi per 20 minuti circa. Controllatene la cottura costantemente.

I RIPIENI

La pasta sfoglia è sempre sfiziosa. Più però è particolare il ripieno, meglio è.

Classici

SPINACI e MOZZARELLA

SPINACI E RICOTTA

SPINACI E GALBANINO

SPINACI/ VERDURE COTTE RIPASSATE IN PADELLA CON AGLIO E PEPERONCINO

VERDURE COTTE (BIETA, CICORIA, BROCCOLI)

BROCCOLETTI E SALSICCIA

PROSCIUTTO COTTO E MOZZARELLA (ATTENZIONE A SGOCCIOLARLA BENE- meglio tenerla un giorno in frigo senza acqua)

PROSCIUTTO COTTO E SCAMORZA/FORMAGGIO

QUATTRO FORMAGGI

RICOTTA E…

Le varianti.

Dipende molto dalle verdure di stagione, ma soprattutto dai gusti di coloro che la devono mangiare.

PORRI  (si tagliano a rondelle, si sbollentano e si mettono nella pasta sfoglia insieme a uovo sbattuto e parmigiano) IL TOP!!!

CAPONATA (ovvero zucchine, patate, peperoni e un po’ di pomodoro cotti in padella con olio e aglio e poi messi nella torta rustica)

RADICCHIO E MOZZARELLA

PATATE E FUNGHI (passate prima in padella patate e funghi sempre con olio e sale. Poi tritate i funghi e fatene una salsa)

TONNO E ALICI (vanno passati in padella con olio e pangrattato)

e……

la fantastia è dalla vostra parte. Ci si può veramente sbizzarrire, ma soprattutto ci si possono mettere gli avanzi del giorno prima, qualsiasi cosa uno abbia nel frigo.

Con una spesa minima si può fare una torta rustica come antipasto o come secondo accompagnato con un leggero contorno.

Non vi resta che correre in cucina a pensare a come riempire la prossima torta rustica.

Poi fatemi sapere!

Domenica è sempre…

La domenica una volta era il giorno della riunione familiare, del pranzo anzi del Pranzo, del pollo con le patate, della lasagna e delle pastarelle.

Mi sembra che di questi tempi, le tradizioni si siano perse per vari motivi.

Il primo è il fatto che i ragazzi che fanno tardi il sabato sera, la domenica sono zombie e non riescono a vedere la luce prima delle due del pomeriggio. Ergo troppo tardi per un pranzo familiare.

La domenica poi, è l’unico giorno della settimana in cui si può dare sfogo all’ozio. Perchè rovinarsi la giornata con piatti, pentole, puzza di sugo bruciato, bambini che corrono, tovaglie macchiate, zii ignoranti e amici invadenti?

Meglio dormire e riposare, andare a fare shopping o a fare la spesa, muoversi in bicicletta, leggere il libro, guardare ore e ore la tv, studiare e fare i compiti, stare ore e ore al telefono, mangiare un panino, sentire la musica a palla, sistemare i cassetti, spolverare la libreria, pulire l’argenteria…

Mi piace ricordare una canzone tratta da un musical di Garinei e Giovannini.

Domenica è sempre Domenica

.. .si sveglia la città con le campane…
…e ognuno appena si risveglierà felice sarà…

Penso che dovremmo riprendere le buone abitudini di una volta. Quando la domenica era il settimo giorno e c’era il riposo si, ma anche gli amici, i parenti, i pranzi e le partite, i bambini e le chiacchere.
Insomma, quando era finalmente FESTA!

Published in: on 29 novembre 2009 at 1:40 pm  Commenti (1)  

a yellow death

Ho approfittato della presenza di un graditissimo ospite per preparare una torta speciale.
La scorsa primavera sono stata in Inghilterra, e più precisamente nella zona di Bristol. Avevamo noleggiato una macchina e girando abbiamo sperimentato tanti pub e baretti sparsi per le strade della campagna inglese, nutrendoci rigorosamente di tè e cheesecake. Dopo tre giorni ero diventata un’esperta.
Per questo, quando ho visto la ricetta, e in attesa dell’ospite d’onore, mi sono subito messa all’opera per questa ottima cheescake al limone (lemon curd).

Oltre ad essere venuta BELLA, è anche venuta BUONA!

Ingredienti:
250 gr di biscotti Digestive
90 gr di burro
250 gr di formaggio philadelphia
125 gr di yogurt bianco
150 gr di yogurt greco
3 uova
160 gr di zucchero
1 cucchiaio di succo di limone
1 cucchiaino di scorza di limone grattugiata

Per la copertura:
1 limone non trattato
50 gr di zucchero
20 gr di burro
1 uovo
1 cucchiaino di fecola di patate

I) La base: sbriciolate i biscotti digestive e mescolateli in una terrina con il burro fuso. Poi  disponete i biscotti sul fondo di una tortiera di 20 cm  di diametro foderato da carta da forno, livellate il più possibile e ponete la base di biscotti in frigorifero.

(N.B. BISOGNA usare un tortiera con la cerniera laterale)

II) Il ripieno:Nel frattempo lavorate la philadelphia e gli yogurt con lo zucchero, la scorzetta di limone grattugiata e il succo di limone. Unire al composto di formaggio le uova, una alla volta amalgamando il tutto con una frusta o con il frullatore fino a formare un composto molto liscio ed omogeneo.

Versare il composto sulla base precedentemente preparata e metterla in forno a 150 gradi per 60 minuti.

III) La Lemon curd (ovvero la gelatina che va sopra che da il sapore alla cheesecake):

Lavate il limone, grattugiatene la scorza in modo finissimo e mettetela insieme al succo filtrato.

In un pentolino dal fondo spesso fate sciogliere il burro a bagno maria.

a parte amalgamate l’ uovo con lo zucchero.

Appena il burro sarà sciolto aggiungere il battuto d’uovo a filo amalgamando con un cucchiaio di legno.

Subito dopo aggiungete il succo di limone filtrato insieme alla scorza di limone e mescolate.

Aggiungete un cucchiaino di fecola di patate setacciata e cuocete la lemoncurd a bagnomaria per una decina di minuti mescolando di continuo.

Continuate a girare anche a bagno maria finchè la salsa non vi sembra sia abbastanza amalgamata. Toglietela dal fuoco e continuate a girare il cucchiaio di legno per farla addensare. Lasciatela riposare.

IV) Lasciate raffreddare e mettete il lemon curd sulla superficie del cheesecake

V) Decorate il lemon curd cheesecake con delle fettine di limone e ponetelo in frigorifero a riposare per almeno 4 ore.

La torta è buona davvero, ma soprattutto è particolare. Andiamo oltre il solito ciambellone, rotolo alla nutella e via dicendo.

E poi con il tè…

it’is his death!

(trad. è la morte sua!)



Published in: on 29 novembre 2009 at 1:12 pm  Commenti (2)  
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Ragù

Fare il ragù è facile: soffritto, carne, pelati.

In realtà esistono tantissimi trucchi del mestiere, che consentono a tutti di fare il ragù molto più saporito e piacevole al gusto. La buona riuscita di questo condimento nostrano, è importante per il risultato di piatti più elaborati come lasagne e paste al forno, come anche per una pasta che deve essere esaltata, ad esempio le fettuccine.

Ingredienti per 6 persone:

Base: pentola (non padella!!)

  • 500 gr. di carne
  • 1 barattolo di pelati da 500 gr.
  • carote, sedano, cipolla per per soffritto
  • sale
  • olio

Prima fase: un buon soffritto.

Per fare un soffritto che lasci sapore e non solo odore, è necessario che carota, sedano e cipolla siano tagliati in pezzi piccoli, e siano messi in pentola, nell’olio già caldo ma non bollente (altrimenti si friggono), non appena tagliati. Non devono nè friggere, nè essere cucinati nè bolliti. Devono imbiondirsi. Ciò significa che 10 minuti a fiamma viva bastano.

Seconda fase: la carne

Il ragù dipende anche molto dalla carne scelta macinata. Noi non siamo soliti dare troppa importanza a ciò, nonostante si sa, la vitella (quel macinato più chiaro per i non addetti ai lavori), è la migliore.

La carne deve essere buttata in pentola e lasciata insaporire con le verdure del soffritto. Deve essere cotta e girata per favorire l’insaporirsi. dopo circa 15 minuti, è ora di buttare il pelato.

Terzo step: il sugo.

Il ragù sarà un sugo appetitoso quando inizieremo a cuocere il pelato insieme alla carne insaporita. Ho provato varie volte a fare il ragù bianco e devo dire che è molto buono e delicato.  Ma si usa più al nord che qui da noi.  Il pomodoro deve cuocere e cuocere.

IL SEGRETO DELLA NONNA:

Il ragù più si cuoce più è buono.

A fuoco bassissimo, e anche per 4-5 ore, girandolo con un mestolo di legno ogni tanto, con un coperchio sopra che copra il bollore, lasciandoci però un po’ di spazio per l’aria. E importante controllare che non si attacchi (ma questo dipende da quanto è forte il fuoco- può essere utile mettere la retina), ma soprattutto assaggiarlo ogni tanto per sentirne il sapore (e sentirsi meglio!)

IMPORTANTE:

Il sale, va messo durante la cottura. é preferibile mettere sale grosso, ma in quantità non troppo elevate. Il ragù deve essere quasi agrodolce per esaltare i piatti.

Varianti e consigli:

Alla fine della cotture, può essere utile per la cremosità, aggiungere una noce di burro.

C’è chi ci aggiunge il rosmarino. Dipende da cosa dovete cucinare. Se la lasagna, non vi conviene metterlo, anche perchè non darà solo sapore ma anche odore. Potrebbe essere ottimo invece per le fettuccine.

Ingredienti di prima qualità per il ragù da accompagnare alla polenta di montagna

Si attendono commenti e suggerimenti! …ca va sans dire!

Published in: on 26 novembre 2009 at 4:00 pm  Commenti (6)  
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Quando il plum-cake crolla…

…è la seconda volta nel giro di un mese che provo a fare il plum cake e che mi ritrovo a analizzare le cause della mia sconfitta con il forno.

Mi succede sempre a metà.  Il composto dentro lo stampo cresce cresce cresce e poi all’improvviso crolla. Non vi dico la delusione dopo tanto entusiasmo…
Cercando di analizzarne le cause, sono arrivata alla conclusione che:

- il forno potrebbe essersi rotto dopo l’estate

- sbaglio a mischiare le ricette e a pensare che la ricetta per 12 muffin, con le dosi dimezzate sia adatta allo stampo del plum cake

-  metto troppo lievito nella ricetta dimezzata

- non sarò mai pasticcera, rimarrò sempre e solo una pasticciona.

Siccome però a casa mia fare colazione con un dolce fresco di giornata non è ancora un’abitudine,  ho già ricevuto molti complimenti per il croll-cake.

Della serie, a caval donato…

N.B. Non posterò la ricetta del plum cake, nè dei muffin perchè come indicato ho intenzione di rivelarvi segreti e ricette solo di ciò che mi riesce bene.

Published in: on 25 novembre 2009 at 8:50 pm  Commenti (1)  

Informazioni di servizio:


- quelle postate saranno ricette rigorosamente facili, provate e riprovate, inesatte nelle quantità, nei tempi, nelle temperature.

- le idee che vi regalerò fanno parte di un bagaglio che porto sempre con me, e che si arricchisce ogni giorno di più.

- il blog sarà dispensatore di consigli. Di tutti i tipi.

- le opinioni sono il sale della vita.

- i fan saranno premiati.


Firmato: La Fata cucina.

Published in: on 22 novembre 2009 at 6:13 pm  Commenti (1)  

Hello world!


è la seconda volta che apro un blog.

Quello vecchio http://ilblogdimariagiulia.spaces.live.com è ormai caduto in disuso perchè il social network ha avuto la meglio.

La possibilità di esprimere qualcosa di sè, un pensiero, un’immagine, un colore in tempo reale e a un pubblico così vasto mi hanno sopraffatto.

Perchè nasce un blog?

Innanzitutto perchè ci piace scrivere.

Secondo perchè ci piace comunicare,

    da ultimo perchè abbiamo molte idee.

    Le tre cose sono collegate, e cominciano con un’ispirazione.

    Per me oggi è stato questo film, che mi rispecchia in tutto e per tutto.

    Published in: on 21 novembre 2009 at 2:24 pm  Commenti (2)  
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